La mia opinione su Casanova

Naturalmente anch’io voto per l’assoluzione di Casanova. Voglio spiegare brevemente perchè trovo questo personaggio (e lo scrittore che gli da voce e rappresentazione) affascinante. In breve, più che considerarlo uno stereotipo dell’italiano medio, lo vedo piuttosto come un antesignano dell’uomo moderno: sempre in viaggio, sempre in movimento, sulla scia della propria curiosità, dei propri desideri, delle proprie ambizioni, all’inseguimento di un momento perfetto, di piacere perfetto, che non esclude affatto, anzi richiede, un piacere intellettuale, ma consapevole al massimo della caducità passeggera delle cose mondane, mai attaccato, ad esempio, al denaro, alla ricchezza, disposto a scommettere e perdere tutto, se la causa, di solito la conquista di una donna, ossia di un solo istante di felicità amorosa, ne vale la pena. Disposto insomma a perdere continuamente la testa ma non a rimettercela del tutto. E forse anche, nei limiti del suo tempo, a riconoscere e ricercare, per perderla poi nuovamente, la parte femminile che è in lui. Nonostante le sue superstizioni e la sua conclamata fede nella Provvidenza (che rassomiglia più alla dea Fortuna dei pagani che a quella dei cristiani), per me Casanova (il personaggio Casanova) è l’immagine dell’uomo laico, che apprezza e vive la vita terrena cogliendone i frutti materiali fin che le forze e l’età lo assistono, senza ipocrisia, e rivivendo fino in fondo nella memoria, fino all’ultima goccia, fino all’ultimo istante, ricordato e ricostruito senza rimpianti e nostalgie, con la stessa intensità della prima volta, la sua vita vissuta. Un cervello bizzarro, forse, ma certamente dalla grande fantasia (l’Icosamerone), un filosofo debole, certamente, ma non privo di genio, un grande romanziere della (propria) vita.

Aggiungo due parole sul Casanova “politico.” Quello dell’atteggiamento politico è un aspetto che sembra relegare Casanova nell’antico regime, le cui regole ed etichette questo libertino “(s)moderato” ha forse infranto ma sostanzialmente rispettato, come regole del gioco, appunto, di quella recita o commedia delle parti che è la vita. La parte che si è scelto, fin che ha avuto le forze di recitarla, è stata quella dell’attor giovane, l’innamorato, non certo quella del servo furbo, Arlecchino.  Ma la politica, anche quelle dimensioni un po’ degradate della politica che riguardano l’intelligence gathering, ossia fare la spia per il potere, C. l’ha non solo sfiorata ma conosciuta bene, nelle sue forme più spettacolari (alla corte di vari sovrani e tra i potenti, eccetera). Anche qui, la modernità di Casanova non sta nella sua ideologia ma nella sua pratica: ha praticato la libertà, anche quella dai pregiudizi sociali, muovendosi agilmente tra una classe e uno strato sociale e l’altro. Nel suo gioco di maschere, ha interpretato avanti la lettera quella che Guy Debord chiamerà, soltanto due secoli dopo, la “società dello spettacolo,” quella nella quale siamo ancora immersi. E forse la sua vera critica della politica non sta nella sua reazione violenta allo spettacolo per lui degradante della Rivoluzione francese (qui è inevitabilmente dalla parte sbagliata della storia) ma nell’utopia paradossale di una nuova “fratellanza” al limite dell’incesto affidata all’Icosamerone. A meno di non vedere anche qui una satira del nuovo credo e dei nuovi valori rivoluzionari…

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Published in: on 27 aprile 2009 at 11:40 am  Lascia un commento  

“Cosmic Casanova”

Il racconto “Cosmic Casanova” di Arthur C. Clarke usa molti degli stessi temi che esistono nella Storia della mia Vita. Il primo tema comune è quello di viaggiare e Casanova come un solitario. Il “Cosmic Casanova”, come il vero Casanova passa la sua vita da solo e viaggiando in luoghi stranieri. Nonostante la sua vita solitaria, il “Cosmic Casanova” ha il desiderio d’avere i rapporti sociali e sessuali, e per gratificare questo desiderio ha rapporti casuali con molte donne diverse. La parte del racconto che mi ha ricordato di più la Storia della mia Vita è quella in cui “Cosmic Casanova” fa un elenco di tutte le sue donne perchè ha lo stesso atteggiamento casuale e sentimenti verso le donne del vero Casanova. Un buon esempio di questi sentimenti è quando “Cosmic Casanova” dice “I can’t stand girls who think they own a man.”

L’episodio di Liala mi ha anche ricordato il vero Casanova perchè “Cosmic Casanova” diventa ossessionato per lei, com’è il caso di molte delle donne nella Storia della mia Vita. “Cosmic Casanova” fa affermazioni estreme come “it was the most beautiful voice I’d ever hear” e “I’d even consider marrying Liala if that were the only way we could arrange matters.” Come il vero Casanova, “Cosmic Casanova” crea una donna perfetta nella sua mente senza prova corroborante, e quando lui è annoiato o la donna non è all’altezza delle sue aspettative (come il fatto che Liala è molto più alta di lui) lui passa subito ad un’altra donna.

Published in: on 23 aprile 2009 at 12:53 pm  Comments (1)  

Letture estive

Qualche suggerimento che spero vi venga gradito per qualche lettura estiva casanoviana. Negli ultimi anni sono usciti molti romanzi più o meno basati su o ispirati alla vita e al personaggio di C. Eccone due:

codrescu_cover1) Andrei Codrescu, Casanova in Bohemia (il mio preferito tra questi romanzi). Ecco qualche recensione:

From Publishers Weekly
Poet, novelist, essayist and much-admired NPR commentator Codrescu (The Blood Countess) offers a ribald history of the final years of the infamous satyr. […]  At the age of 60, under the nom de plume Chevalier de Seingalt, he assumes the post of librarian for Count Waldstein at Dux Castle in the kingdom of Bohemia. Arranged around an outline of European history from 1785 to the year of Casanova’s death in 1798, his reminiscences evolve in a sequence of nightly visits by an intelligent, precocious and sexually agreeable maidservant, Laura Brock, and her younger protege, Libussa Moldau. Codrescu evokes (and takes liberties with) the historical events of the French Revolution and unblushingly drops the names of such icons as Franklin, Goethe, Mozart and Marie Antoinette into the mix. They are put to good, kinky use: Casanova so excites Laura with a story about an argument that he once had with Voltaire about poetry that she begins to lactate. Codrescu fans will enjoy this tongue-in-cheek patchwork of bawdy escapades.

From Library Journal

Codrescu presents Casanova as representative of an old world order that is slipping away, as the ideas that gave rise to the American and French revolutions are radically changing the political, social, and cultural landscape of Europe. Though factually based, the novel also incorporates almost dreamlike meetings and philosophical discussions between Casanova and Goethe, Hegel, and even Sartre. Casanova is portrayed as a weakening but still forceful old man, full of warmth, humor, and intelligence. Very entertaining and well written, this novel is recommended for all libraries.

casanovainlove2) Andrew Miller, Casanova in love

From The New York Times

For Casanova, writing was a bit like death. But Andrew Miller’s second novel, ”Casanova in Love,” takes the old boaster up on his declared love of life and yet more life — his picaresque ethic of onward, ever onward, let’s jump in the coach and gallop off to the next episode — to make him a writer manque much earlier in the game. Miller does have some clues to go on, some threads to tease out and unravel from his man’s own story. Death caught up with the historical Casanova 200 years ago, in 1798, when he was 73; but it was, he said, on his trip to England in 1763 that he began to die. ”What a change was worked on me in London, though I had attained the age of 38. Here closed the first act of my life.” England is largely a write-off for Casanova — he doesn’t speak the language, they use paper money to gamble instead of gold and his main amorous adventure turns into a humiliating farce when Marie Charpillon and her mother and aunts and grandmother — a household of harpies he’d already come across once in Paris — trick him into investing in their fake elixir, the Balm of Life, in exchange for the never-fulfilled promise of possessing the young woman he refers to simply as ”the Charpillon.” She becomes an object of obsessive pursuit; he buys her many times over without getting anywhere. In fact, she works a mirror image of his own kind of sting, gives him pause, reveals an edge to the world that he just may fall off. He won’t adventure farther west. The apocryphal English life that Miller gives to his hero alienates Casanova from his own habits, his language for living, and turns him into a citizen of a new world where change is serious. This is no land for libertines; it’s an alien, earnest place. For Miller’s Casanova, it is indeed like dying and going to hell, if hell is ennui, the loss of your appetite for more…

Published in: on 21 aprile 2009 at 9:25 am  Comments (2)  

Casanova e le Maschere (Dana)

Nel film Casanova con Heath Ledger, il tema delle maschere è centrale.  Come ci aspetteremmo, il personaggio Casanova usa i suoi inganni per sedurre Francesca. È interessante in questo film però che le maschere e gli inganni sono usati non soltanto da Casanova, ma anche dagli altri protagonisti. Per Casanova, Francesca e Paprizzio le maschere sono un metodo per nascondere la loro vera identità e per realizzare quello che vogliono.

Francesca è un autore femminista e non le piace Casanova perché pensa che lui spersonalizzi le donne. A causa di questo sentimento, Casanova usa gli inganni di Bernardo Guardi e Paprizzio per presentare un personaggio più piacevole a Francesca e sedurla.

Nel caso di Francesca, lei vuole scrivere libri femministi, ma non può farlo come una donna a causa del sessismo nella società. Lei quindi usa l’identità d’un uomo, Bernardo Guardi, per nascondere la sua vera identità e d’essere rispettata come un autore.

Paprizzio non usa una vera maschera nel film per nascondere la sua identità, ma è imbarazzato dal suo aspetto e quindi il tema del desiderio di nascondere la vera identità è usato di nuovo nell’episodio di Paprizzio.

Infine, il film conclude con un altro esempio delle maschere—quello del patrigno di Casanova che imita il cardinale per salvare Casanova e Francesca. In generale, l’idea delle maschere e di nascondere la vera identità è centrale nel film e ci sono molti altri esempi di questo tema durante il resto del film.

Published in: on 21 aprile 2009 at 8:49 am  Comments (5)  

Il Soggetto per il Progetto Finale

Vogliamo recitare tre scene diverse dalla Storia della mia vita che significa tre temi importanti della vita di Casanova. Questo film sarà una rappresentazione moderna della vita di Casanova—non sarà “Casanova a Brown necessariamente, ma le scene saranno trasferite ad un contesto moderno. Per realizzare quest’interpretazione di Casanova, usiamo locali a Brown e situazioni comuni ad oggi. I tre temi e scene su cui vogliamo focalizzare sono:

1) La Magia e la nascita di Casanova:
Per questo tema vogliamo recitare la scena in cui Casanova visita la strega a Murano quando aveva 8 anni. Questa scena rappresenterà “la nascita” di Casanova, e così è una buona scena per iniziare il film. È una scena un po’ strana, e così non abbiamo un’idea specifica per farla più moderna. Allora apprezzeremmo le vostre idee per questa scena.

2) Casanova l’amante e Bellino:
La scena di Bellino è una buona rappresentazione di Casanova come un’amante perché mostra il suo ruolo di un seduttore e la sua ossessione con una donna. Perché Bellino e un castrato e cantante nel libro, vogliamo usare l’idea di un concerto d’a cappella per trasferire la scena alla modernità. Casanova incontrerà Bellino per la prima volta a questo concerto e poi la seduzione continuerà.

3) Casanova l’intellettuale e Voltaire:
La discussione tra Casanova e Voltaire mostra il desiderio di Casanova d’essere un’intellettuale. Vogliamo usare lo scenario d’orari d’ufficio di un professore molto intellettuale ed importante per trasferire questa scena alla modernità. Il professore assumerà il ruolo di Voltaire e consiglierà Casanova (come uno studente) su com’essere un intellettuale come la scena nel libro.

Published in: on 16 aprile 2009 at 12:02 pm  Lascia un commento  

La Nuit de Varennes (La notte di Varennes)

august_nuitdevarennesIl film di Ettore Scola, intitolato in italiano Mondo Novo. La notte di Varennes, è basato su un episodio della Rivoluzione francese, il tentativo di fuga del Re Luigi XVI, nella notte del 20-21 giugno 1791, episodio che segnò l’inizio della fine per i reali di Francia:

http://en.wikipedia.org/wiki/Flight_to_Varennes

Basandosi su un romanzo di Catherine Rihoit del 1982, Scola mette in scena uno straordinario e immaginario incontro tra Rétif de la Bretonneretif (ritratto qui a destra), grande poligrafo e autore di romanzi “pornografici” (definito spregiativamente “il Voltaire delle cameriere”) nonché testimone oculare delle “notti rivoluzionarie,” Thomas Paine, lo scrittore inglese, sostenitore dell’indipendenza americana e della rivoluzione francese, autore di The Age of Reason (1793) e il vecchio Casanova, anche lui in fuga rassegnata dalla Francia verso la sua ultima residenza, il castello di Dux dove finirà i suoi giorni.

Ha scritto Roger Ebert (al quale il film nel suo complesso non è piaciuto): “Still, the film has moments of great charm. Many of them belong to Marcello Mastroianni, in a wonderful performance as Casanova. He has been everywhere and done everything, and as a result is very tired. He is also vain, powdering his nose, adjusting his wig, keeping up appearances. But he is just too satiated by past excesses to take an interest in future ones, and he fends off the women attracted by his reputation. The way Mastroianni projects Casanova’s weariness, wisdom and infinite sadness is very touching. His performance deserves a footnote in film history as a variant of the Casanova he might have given us in “Fellini Casanova” (1977), if Fellini had not at the last moment decided to cast Donald Sutherland instead of Mastroianni.”

Si può collegare questa immagine di Casanova claudicante, ridotto alla caricatura di se stesso, ma ancora capace di esercitare un certo charme sulle sue compagne di viaggio e sullo spettatore all’immagine che ce ne da’ Sebastiano Vassalli nella novella Dux, e al ritratto che ce ne ha lasciato un altro grande testimone del secolo, il principe di Ligne, zio del conte di Waldstein, proprietario del castello di Dux, che leggeremo oggi in classe.

Published in: on 16 aprile 2009 at 9:28 am  Lascia un commento  

Processo a C. (programma delle ultime lezioni)

casanovadialtan36

Il Casanova di Altan

La settimana prossima è l’ultima settimana del semestre e del nostro corso. Ecco il programma delle ultime lezioni:

Oggi discuteremo dei testi di Calvino, Manganelli e Vassalli (due racconti su e una “intervista” al nostro personaggio).

Giovedì 16 aprile discuteremo del film di Ettore Scola, La Nuit de Varenne in cui appare il vecchio Casanova (interpretato di nuovo da Mastroianni) in fuga da Parigi all’epoca della Rivoluzione…

Martedì 21 aprile discuteremo del film di Lasse Hallstrom, Casanova (con Heath Ledger e Jeremy Irons)

Giovedì 23 aprile, infine, terremo una discussione conclusiva sotto forma di “giudizio finale” su Casanova, scrittore e personaggio: un processo al quale parteciperete tutti, in qualità di avvocati accusatori e difensori e/o giudici più o meno imparziali. Scegliete una parte e preparate il vostro atto di accusa e la vostra dichiarazione di voto o la vostra “sentenza” motivata di innocenza, colpevolezza o assoluzione condizionale (“per insufficienza di prove”, ecc.). In preparazione a questa discussione-processo leggete tutti il capitolo “Homo Eroticus” di Stefan Zweig (in inglese su OCRA).

copj13L’immagine che vedete sopra è tratta da una “biografia” non autorizzata di Casanova in forma di fumetto (la copertina qui accanto) scritta e disegnata da uno dei più noti autori di comic books italiani, Tullio Altan. Altri disegnatori si sono cimentati con il nostro personaggio, come Guido Crepax (che ha illustrato tra l’altro una edizione di lusso dell’Histoire de ma vie pubblicata dall’editore Franco Maria Ricci). Più recentemente va segnalato il Casanova Quinn, protagonista di un comic book americano. Purtroppo il libro di Altan è appena uscito in Italia (il racconto della vita di C., pubblicato su Linus negli anni ’70, era pressoché introvabile). Ma vi allego qui la descrizione:

“Tre storie di culto, riunite in un unico volume. Tre personaggi intoccabili parodiati dallo sguardo ironico e disincantato di Altan: san Francesco (Franz) vuole farsi santo per ripicca, Colombo solca gli oceani per una sua vaghissima ambizione, Casanova perde la sensualità a vantaggio della malinconia. C’è la Storia, quella con la esse maiuscola, che con i suoi altari rende fatti e personaggi ugualmente maiuscoli. E poi c’è Altan, l’uomo che da decenni, una vignetta alla volta, osserva il mondo e lo svela, riducendolo ai minimi termini. E così che i tre personaggi raccontati in queste storie Cristoforo Colombo, Casanova e San Francesco – vengono riletti dal grande disegnatore con sguardo implacabile e corrosivo. Cristoforo Colombo è grasso, suda, vomita e sbaglia rotta in continuazione. Francesco vuole diventare santo per una ripicca famigliare e invece di parlare ai lupi uccide un vecchio cane. Casanova è un tombeur de femmes assediato dalle donne che io inseguono da una festa all’altra…”

Published in: on 14 aprile 2009 at 9:01 am  Lascia un commento  

La recita di Bolzano (Sandor Márai, 1940)

Casanova in Bolzano

Casanova in Bolzano

Secondo libro della trilogia dell’amore (meglio sarebbe dire del “triangolo amoroso”), dopo L’Eredità di Eszter (1939) e prima di Braci (1942) e variazione sul tema casanoviano, in chiave “mitteleuropea,” dello scrittore ungherese. (Per completare il quadro del personaggio C. nella letteratura mitteleuropea, rimarrebbe da leggere l’interpretazione che di C. da’ lo scrittore tedesco Hermann Hesse nel racconto Casanovas Bekehrung, La Conversione di Casanova).

Nel romanzo di Márai, Casanova, appena evaso dai Piombi, insieme al suo abietto compagno di fuga, il monaco Balbi, vi è curiosamente descritto come un uomo tarchiato – sembra invece fosse di statura molto alta per la sua epoca –  e, nonostante sia provato e invecchiato dalla prigionia, anche un po’ grasso. Due terzi del libro sono occupati dai dialoghi tra C. e il conte di Parma e tra C. e Francesca, la sua giovane moglie. O meglio, più che di veri e propri dialoghi, si tratta di lunghi monologhi, visto che C. dice poche battute.

C.-personaggio è qui il protagonista di una “recita” molto veneziana, anche se si svolge in una picaresca locanda della gelida Bolzano, in un camera trasformata per l’occasione nel camerino dell’attore G.C., veneziano. Una recita completa di maschere e “travestimenti” carnevaleschi – C. travestito da donna che ascolta la confessione-dichiarazione d’amore di F. travestita da uomo – tra l’opera buffa e il melodramma, ma su uno sfondo o sottofondo “melanconico” che ha indubbiamente qualcosa in comune con l’atmosfera del romanzo di Schnitzler. Abbiamo notato come C. all’epoca della fuga aveva da poco passato i trent’anni, mentre il protagonista di Márai ne ha già quaranta (la stessa età dello scrittore quando ha scritto il romanzo). Come per Schnitzler, che scrive negli anni della prima guerra mondiale, la nostalgia del “vecchio” C. per Venezia richiama la nostalgia per la grande Vienna austro-ungarica che ormai appartiene al passato, per Márai (che scrive negli anni bui dell’Ungheria nazificata) è il sentimento ambivalente di amore-odio per la patria veneziana che traspare. Non a caso, a confermare questa chiave “autobiografica” c’è nel romanzo di Márai anche l’insistenza sul C. scrittore…

C. vi è ritratto come l’uomo che non sapeva (o non poteva) amare, ovvero un baro in amore, oltre che ciarlatanesco venditore di formule magiche e di elisirs (o psicanalista avant la lettre, visto che si limita ad ascoltare coloro che si recano da lui per consiglio) che ha perso per sempre quell’occasione di amare davvero che si presenta una sola volta nella vita: di amare l’Unica donna, ossia F. Apparentemente vincitore nel gioco d’azzardo o nella recita della vita, pagherà le consequenze di quel suo unico atto di viltà, l’eterna vendetta d’Amore che è il suo destino faustiano (o dongiovannesco), di essere l’atleta o il grande attore e “scrittore” di un solo “genere,” la fuga infinita dell’avventura.

La pagina forse più bella per il nostro tema della maschera, la si trova nel monologo di F., una vera profezia pronunciata da questa sibilla mascherata, la cui visita è preannunciata da un cartiglio, un messaggio intercettato e portato a destinazione dal marito, un messaggio tanto essenziale quanto sibillino: “ti devo vedere.” Ecco un’ulteriore variazione sul tema molto veneziano (prima ancora che pirandelliano) della “maschera nuda” (con un tocco di Oscar Wilde) (p. 261-62 dell’edizione inglese).

Chi è F.? Come Henriette, lo specchio di C.?

E cosa rappresenta quel Balbi, sordido Leporello (il servitore di don Giovanni) che alla fine, dopo aver vergato di suo pugno, sotto dettatura ma “con alacre zelo,” la formula magica e ironica dell’impossibile amore, “solo-per-te-e-per-sempre,” sigillato così il fato di Giacomo, si abbandona, concludendo la recita, ad una scrosciante risata?

Published in: on 13 aprile 2009 at 1:05 pm  Lascia un commento  

Rubrica per il progetto finale

Nell’attesa di discutere insieme la proposta di progetto finale di Dana, Jen e Lois, vi mando questo link a una rubrica sviluppata all’Università di Wisconsin che illustra il modo in cui questo progetto verrà valutato:

Rubrica per il progetto finale (http://www.uwstout.edu/soe/profdev/videorubric.html)

Tutti i partecipanti al progetto dovranno tenere un diario di appunti (journal) del loro contributo, da consegnare insieme a una recensione (peer-review) del progetto complessivo, concepita come un breve saggio (3-4 pagine) di auto-riflessione critica, che colleghi sinteticamente il lavoro finale agli argomenti affrontati nel corso, ai testi che abbiamo letto, ai films che abbiamo guardato, ecc.

Ne parliamo in classe domani!

E ricordatevi di mettere sul blog almeno due commenti sulle letture e/o i films che stiamo guardando.

Published in: on 13 aprile 2009 at 12:39 pm  Lascia un commento  

Progetti finali

Per riassumere e fare chiarezza sul resto del semestre e sui progetti finali.

Da qui alla fine del corso:

1)    vorrei che ognuno di voi mettesse sul blog almeno due commenti sui film e/o le letture assegnate nella seconda parte del semestre (dal Casanova di Fellini e dal romanzo di Schnitzler in poi);
2)    per i progetti finali: i concentrators (Jen, Dana e Lois) elaboreranno una proposta per un progetto multimediale (probabilmente un breve film) al quale tutti gli altri potranno scegliere se collaborare o no;
3)    chi non collabora avrà l’opzione di: a) scrivere un altro saggio di 7-8 pagine in italiano su un argomento concordato con me (metterò sul blog una lista di argomenti entro la settimana prossima); la prima versione o bozza di questo saggio dovrà essere consegnata entro il 5 maggio e ve la restituirò con le mie correzioni e commenti; la versione finale dovrà essere consegnata il 12 maggio; b) proporre un progetto multimediale alternativo; di questo dovrete prima parlare con me e la proposta (1-2 pagine) deve essere consegnata entro il 16 aprile.

Ne parleremo domani in classe. Nel frattempo, se avete dubbi o domande, sono a vostra disposizione sia via email che nelle mie ore di ricevimento (12-1 martedì e giovedì o per appuntamento).

Published in: on 1 aprile 2009 at 7:12 am  Comments (3)